Codex Seraphinianus: che bello possedere il libro più strano del mondo

Codex Seraphinianus-copertina-cover

Da un po’ di tempo volevo raccontarvi del Codex Seraphinianus, sebbene qualcosa me lo impedisse. Un po’ di gelosia forse: che stupida!

Se parliamo di cose belle, cose che aggiungono valore a noi stessi anche e proprio perchè non hanno alcuna utilità pratica, il Codex di Luigi Serafini è una di queste. Che bella sensazione possedere questo libro! Decisamente l’acquisto più bizzarro della mia vita, ma per cibo e cultura niente ha un prezzo, giusto?

Il Codex Seraphinianus viene definito il libro più strano del mondo e, se non lo conoscete, ora capirete perchè.

Codex Seraphinianus rinoceronte

Si tratta di una vera e propria enciclopedia scritta nell’arco di quattro anni dall‘architetto, ceramista, vetraio, pittore, scultore, designer, regista d’opera, scenografo, critico italiano Luigi Serafini.

Pubblicato per la prima volta nel 1981, il Codex è tornato a fare notizia un paio di mesi fa per la riedizione stampata da Rizzoli. Indovinate… chi non ha potuto fare a meno di averne una copia? Eheh.

Così eccomi qui, a raccontarvi del perchè ho voluto un libro… che non si può leggere. Il Codex Seraphinianus infatti è scritto in una lingua che non esiste, e a niente sono serviti negli anni gli innumerevoli tentativi di fan e crittografi di dare un senso a pagine e pagine di didascalie, titoli e numerazioni.

“Vi ricordate quando da piccoli sfogliavamo i libri illustrati, e fingendo di saper leggere, fantasticavamo sulle loro figure, davanti ai più grandi? Chissà, pensai, forse una scrittura indecifrabile e aliena ci avrebbe reso liberi di rivivere quelle vaghe sensazioni infantili. Cercare questo nuovo alfabeto allora mi sembrò allora la cosa più urgente da fare.”
Luigi Serafini

Nel Codex troviamo più di mille figure su cui fantasticare: incredibili illustrazioni che raccontano di un mondo simile al nostro, ma popolato di strane creature ibride e leggi della natura al di là dell’immaginazione. Il libro è diviso in sezioni che trattano di flora, fauna, scienza, macchine, giochi ed architettura, e c’è spazio anche per l’uomo con le sue attitudini e costumi.

Codex Seraphinianus coccodrillo metamorfosi

Influenze medievali, Shakespeariane, surrealiste. Molti lo comparano al Manoscritto di Voynich, alle opere visionarie di Hieronymus Bosch o al Medioevo Fantastico di Jurgis Baltrušaitis. Sul web è diventato un culto. Per me il Codex Seraphinianus è un nutrimento della fantasia, un modo per sognare a occhi aperti e trovare ispirazione. Un libro da avere.

E per voi?

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