Surrogati: un Amore Ideale – La mostra fotografica in Fondazione Prada Osservatorio

Apre il 21 Febbraio la nuova mostra presentata da Fondazione Prada Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele a Milano: “Surrogati. Un amore ideale”, a cura di Melissa Harris.

Dall’anteprima di questa mattina, posso dirvi che sono tornata appagata e vagamente turbata, ma partiamo dall’inizio.

Fondazione Prada ha aperto il suo polo milanese nel 2015, offrendo non solo un nuovo spazio culturale di alto livello alla città, ma dando anche l’avvio alla rivalutazione di tutta l’area urbana intorno a Largo Isarco-zona sud. Ad attrarre il pubblico infatti oltre ai building e agli spazi architettonici, alle mostre d’arte contemporanea e alle proiezioni, si aggiungono Bar Luce e il nuovo ristorante con terrazza nella Torre. Nel 2016 è seguito il distaccamento Fondazione Prada Osservatorio, spazio espositivo dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi, in pieno centro a Milano – che più in centro di così non si può.

Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

Al quinto e sesto piano di uno degli edifici centrali in Galleria Vittorio Emanuele II, proprio al di sopra dell’ottagono e con affaccio sulla cupola in vetro e ferro che copre la Galleria datata 1867, Fondazione Prada Osservatorio è un luogo di esplorazione e indagine delle tendenze della fotografia contemporanea nella sua evoluzione come medium e in connessione con altre realtà creative.

Surrogati. Un amore ideale

Attraverso una selezione di 42 opere fotografiche di Jamie Diamond (Brooklyn, USA, 1983) ed Elena Dorfman (Boston, USA, 1965), il progetto esplora i concetti di amore familiare, romantico ed erotico. Entrambe le artiste scelgono un aspetto specifico e insolito di questo tema universale: il legame emozionale tra un uomo o una donna e una rappresentazione artificiale dell’essere umano.

Jamie Diamond

Nelle serie Forever Mothers (2012-2018) e Nine Months of Reborning (2014), Jamie Diamond ritrae la vita di una comunità outsider di artiste autodidatte chiamate Reborners, che realizzano e collezionano bambole iperrealistiche con cui interagiscono per soddisfare il proprio desiderio di maternità.

Lavorare con questa comunità mi ha permesso di esplorare quella zona grigia tra realtà e artificio, dove si costruiscono relazioni con oggetti inanimati, tra uomo e bambola, artista e opera, misterioso e reale.

Jamie Diamond

In un altro progetto presentato in mostra dal titolo I promise to Be a Good Mother (2007-2012), Diamond impersona la madre perfetta, indossando gli abiti di sua madre e interagendo con Annabelle, una bambola reborn.

Jamie Diamond

L’ispirazione e il nome del progetto derivano da un diario che l’artista teneva da bambina. Inizialmente impostato come una messa in scena di alcuni ricordi della sua infanzia, il progetto si è in seguito evoluto in un’esplorazione della complessità degli stereotipi sociali e delle convenzioni culturali che circondano e danno forma alle relazioni tra madre e figlio, contribuendo al contempo a immaginarne una rappresentazione idealizzata o artistica.

Elena Dorfman

Still Lovers (2001-04) la serie di fotografie che ha dato visibilità internazionale a Elena Dorfman, è incentrata sulle persone che condividono la propria quotidianità domestica con realistiche bambole erotiche a grandezza naturale. Le sue fotografie si addentrano nei legami che si instaurano tra umani e donne sintetiche perfettamente riprodotte e obbligano l’osservatore a riconsiderare la propria visione di amore e riflettere sul valore di un oggetto in grado di sostituire un essere umano. L’intento dell’artista non è quello di enfatizzare la devianza rappresentata da questi surrogati sessuali, ma di svelarne il lato nascosto ritraendo l’intimità tra carne e silicone.

Questo corpus di opere testimonia un modo di vivere inquietante e al tempo stesso commovente. Non intendo dare giudizi, ma piuttosto offrire ai protagonisti di questo mondo segreto la possibilità di condividere con me la loro quotidianità. Osservo scene di vita domestica e dinamiche familiari svolgersi all’interno delle loro case.

Elena Dorfman

Diamond e Dorfman hanno ritratto i surrogati come creature desiderate e idealizzate, oggetti-feticcio dotati di una “vita propria” condivisa con madri o partner in carne e ossa, e a volte con i loro parenti più stretti.

La mostra “Surrogati. Un amore ideale”, a cura di Melissa Harris è visitabile dal 21 febbraio al 22 luglio 2019 all’Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Consigliata!

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