Miahatami: debutta la collezione di Narguess Hatami, tra antica Persia e moderno occidente

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Oggi vi racconto di una storia che ha origine nell’affascinante Persia. La storia è quella di Narguess Hatami, stilista iraniana figlia d’arte che dopo anni di esperienze decisamente articolate e di competenze ben consolidate nel mondo della moda italiana ha deciso di lanciare il proprio brand con la collezione autunno inverno 2015-16: Miahatami.

Miahatami fw1516Miahatami fw1516-12Miahatami fw1516-1Miahatami fw1516-6Miahatami è un nome che nasce dall’unione dell’aggettivo possessivo con il cognome della designer, a rivendicare la personalità di uno stile particolarmente sentito. Padre architetto e madre stilista, Narguess Hatami nasce a Teheran nel 1981 e sceglie poi di intraprendere gli studi universitari in Italia, a Bologna (in Culture e Tecnica del Costume e della Moda) portando con sé l’heritage di una cultura antichissima, preziosa e incredibilmente raffinata: quella persiana.

Narguess in persiano significa “fiore di narciso”: stile ed eleganza sono insiti in questa designer. Il rapporto privilegiato con l’arte (attraverso la pittura e la musica) avuto nell’infanzia la porta direttamente a proprio agio nel mondo della moda italiana, con esperienze da Paola Frani e Massimo Giorgetti, per citarne un paio!

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Con la stagione Autunno/inverno 2015-16 nasce la linea di abbigliamento ed accessori Donna Miahatami – e personalmente ammetto che entra subito nella lista dei miei nuovi brand preferiti.

Narguess Hatami propone al pubblico un progetto globale di stile dall’identità ben definita, che tuttavia presenta mille sfaccettature e interpretazioni: un vero “punto di incontro tra Medio Oriente e design europeo”.

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L’anima di Miahatami è chic e tech. Per “leggere” la collezione, occorre aver presente alcuni fondamentali elementi dell’arte decorativa persiana, come le lavorazioni aynekari (utilizzate per creare specchi a rilievo che adornano gli interni), ma anche i mosaici di maiolica, geometrici e coloratissimi, ed infine le straordinarie finestre completamente colorate e disegnate degli andarouni, gli ambienti più intimi delle abitazioni tradizionali riservati alle donne.

Si guarda di sicuro anche agli anni Settanta, per esempio nei pantaloni che cadono ampi, così come nelle bluse si percepisce un’intenzione “bon ton” – il tutto in un rimando tra geometria ed armonia.

Tra i materiali citiamo panno di lana e paillettes e poi pelle o pelliccia, ma rigorosamente eco-friendly. Il piacere della sperimentazione porta a giocare di contrasto, accostando materiali nobili ad elementi futuristici. Per quanto riguarda i colori prevalgono calore e slancio anche d’inverno, con tonalità vivaci e squillanti: verde bottiglia, rosso accesso, arancio, bluette – nuance caleidoscopiche riportate “all’ordine” da un tocco di bianco e di nero.

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Non c’è, in Miahatami, la solita esplicita concessione allo stile etnico, ma è evidente come Narguess trasponga nella collezione il suo amore e la sua familiarità con la cultura millenaria persiana. La designer interpreta suggestioni e rimandi che giungono da lontano con il know how acquisito negli anni, rimescolando il tutto grazie a un rigore architettonico in maniera assolutamente contemporanea.
Il risultato? Uno stile pensato nella logica del ben vestire, naturale e rilassato, dalla spiccata multiculturalità e con un’accuratezza sartoriale che fa di ogni capo una sorta di progetto caleidoscopico di colori, fantasie, ricami, immagini ed incanti.

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