WAXMAX: accessori home & lifestyle in tessuto africano con stampa wax

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Mi rendo conto che nell’ultimo periodo vi ho parlato molto spesso di progetti, idee e prodotti che ho avuto l’occasione di vivere da vicino e non semplicemente attraverso qualche comunicato stampa digitale. Sicuramente è un vantaggio di Milano: questa città può dare tanto a chi si apre alla scoperta. E quella che ho fatto un paio di settimane fa è decisamente una bella scoperta: sono stata nel laboratorio-atelier di WAXMAX, brand di accessori home & lifestyle in serie limitata, realizzati con il tipico tessuto africano di cotone con stampa wax.

WaxMax

Quello che rende il tutto ancora più interessante è la storia che c’è dietro: WaxMax nasce dalla passione per la contaminazione tra culture differenti e dal desiderio di promuovere un consumo consapevole e responsabile.

Elena Vida e Andrea Folgosa WaxMax

Elena Vida e Andrea Folgosa di WaxMax

Elena Vida è la madrina e ideatrice del progetto: architetto milanese,  trascorre le sue estati a Boa Vista e da sempre apprezza i tessuti africani Wax Print. Un paio di anni fa ha coinvolto Andrea Folgosa, fashion stylist di origine spagnola che ha reso possibile la realizzazione della linea WAXMAX, creando alcuni modelli appositamente pensati per l’uso del tessuto WAX e mettendo a disposizione la sua esperienza per la realizzazione di accessori e complementi pensati e disegnati con Elena. Parte della produzione avviene direttamente a Boa Vista (isola di Capoverde), dove Julie Cattoli coordina gli artigiani locali.

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Il resto viene creato a Milano in piccoli laboratori (coinvolgendo anche realtà storiche, come nel caso degli ombrelli in legno) e tramite programmi speciali che coinvolgono le donne in carcere.

Ma che cos’è esattamente il Wax?

Comunemente detto “tessuto africano” è un tessuto in cotone stampato, di qualità superiore, la cui origine risale all’epoca dell’arrivo dei primi Europei in Africa Occidentale. Di origine indonesiana, il tessuto è realizzato con la medesima tecnica a cera impiegata per i batik, ed è stato introdotto in Africa nella metà del 19° sec, con il nome di “java”, dai soldati del Ghana arruolati nell’esercito olandese sull’isola di Giava. Fin da subito apprezzati dalla popolazione africana, il Wax-Print è stampato con una complessa tecnica, messa a punto dall’ azienda olandese Vlisco, che garantisce la solidità delle tinte e l’apparenza artigianale di grande resa estetica. La produzione e commercializzazione, inizialmente esclusivamente europea (Olandesi e Inglesi), si è via via diffusa negli stati dell’Africa Occidentale e internazionalizzata.

Nei tessuti Wax Print, motivi, disegni e decori stampati sono sempre portatori di un messaggio: come in un quadro la donna africana compone liberamente la sua tela che rispecchia umori, stati d’animo, bisogni, capricci o semplicemente la straordinaria capacità di ognuna di assemblare con eleganza e originalità fantasie e colori diversi. Tradizionalmente il tessuto viene venduto in pezze di 6 yarde (5,4 m), necessarie per la confezione dei caratteristici tre pezzi dell’abbigliamento: gonna – blusa – fascia per il trasporto dei lattanti.

[Per chi volesse approfondire la storia e le differenze tra i vari tessuti con stampe africane ho trovato questa nota interessante]

Cover design per mac waxmax

Ringrazio nuovamente Elena Vida per il dono che mi ha fatto: una splendida e comodissima cover per Mac in tessuto wax che ora è sempre in giro insieme a me!

Tra i magnifici prodotti WaxMax (troverete ombrelli, abbigliamento, grembiuli e tovaglie, accessori per smartphone e computer) etica ed estetica vanno perfettamente d’accordo: un binomio non facile da trovare oggi, che rende questo brand un nome da inserire tra i vostri must have.

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