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Whisky, un viaggio intorno al mondo con Bacardi Martini

L'Alchimia Ristorante milano

In Italia siamo dei gran bevitori (e produttori) di vino, sicuramente negli ultimi anni abbiamo riscoperto la birra (artigianale) e nei cocktail bar più specializzati è il Gin a dettare i trend. Per quanto riguarda il Whisky, dati alla mano (vedi sotto) siamo sicuramente indietro. Un fatto culturale, se pensiamo al rito della cena in compagnia che siamo soliti concludere con un amaro o al limite con una grappa, ma anche legato alle difficoltà di produzione sul territorio di quello che è generalmente ritenuto il distillato più pregiato.

 

Ne parlavo al tavolo insieme al ben più preparato di me giornalista Marco Zucchetti, durante una piacevolissima cena presso il ristorante milanese L’Alchimia, la nuova creatura di Alberto Tasinato – già restaurant manager del Seta, al Mandarin Oriental Milano (Tre Forchette per la guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso).

Più che una cena, un viaggio incredibile alla scoperta della storia e della cultura negli angoli di mondo in cui nasce il whisky. Profumi, colori e sapori esaltati in una degustazione dagli abbinamenti sorprendenti, guidati dal racconto avvincente e a tratti ironico di Giampiero Francesca e Massimo Macrì, de I Maestri del Cocktail e Cristina Folgore, whisky brand Ambassador del Gruppo Bacardi

World Of Whisky Bacardi Martini

Immagine © Bacardi Martini

Un mondo di Whisky: cena con degustazione

Prima tappa della nostra cena di degustazione è stato il Giappone: storicamente qui il whisky viene conosciuto proprio mentre in America si impone il bourbon, dalla seconda metà dell’ottocento, periodo in cui il Sol Levante attraversa un grande cambiamento economico e di stile di vita, anche nel cibo – ad esempio, compare il pane in modo diffuso. Ma è nel 1925 che avviene, nella distilleria Hakushu, la prima produzione giapponese ufficiale di whisky, ad opera di Masataka Taketsuru, fondatore di una società chiamata Kotobukiya – che esiste ancora oggi, meglio conosciuta come Suntory. 

L'Alchimia-ristorante-finti-straccetti-con-whisky-toki

• Primo abbinamento
 Al Tavolo:  Finti di Straccetto di Manzo (*in realtà sono peperoni), crema di rucola, Parmigiano Reggiano 30 mesi e foglio di cappero.
Al bicchiere:  TOKI, whisky blended (cioè frutto della miscelazione di diversi whisky di malto e cereali, anche prodotti in varie distillerie) servito come Mizuwari, cioè tagliato con acqua fredda. Beverino, perfetto per iniziare una cena del tutto singolare.

• Secondo abbinamento
Al Tavolo: Palamita laccata con salsa yakitori, mandorla e lattuga alla piastra
Al bicchiere: TOKI, liscio

La tappa successiva del nostro viaggio immaginario alla scoperta del whisky nel mondo ci porta in America, anno 1794 quando si consumò la protesta nota come Whisky Rebellion contro l’istituzione di una accisa sui liquori e bevande distillate. La sommossa assunse toni accesi e fu la prima volta in cui le truppe della federazione intervennero per intimare l’osservanza delle leggi federali da parte dei cittadini americani. La repressione ebbe tra le conseguenze quella di incoraggiare i piccoli produttori di whisky in Kentucky e Tennessee, Stati che rimasero fuori della sfera di controllo federale per molti più anni. Il buon mais di queste terre che unito alle acque particolarmente pure che scorrevano negli stati, consentì la produzione del Bourbon whiskey*, detto così dal nome dell’omonima contea nello stato del Kentucky.

• Terzo abbinamento
Al tavolo: Risotto Milano-Roma (signature dish di L’Alchimia), un risotto alla milanese con royale di coda alla vaccinara. Non storcete il naso per la variante poco tradizionale, vi assicuro che è una scelta eccellente. 
Al bicchiere: MAKER’S MARK, liscio. Dolce, vanigliato, piacevole.

*la variante di whisky con la “e” viene usata in America e Irlanda

 

 
 
 
 
 
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È la volta del “vero” whisky: ci spostiamo in terra scozzese nelle rudi ma incantevoli Highlands, ricche di storia e di tradizioni (tra cui giochi come il lancio del tronco e simili, a cui Pierre De Coubertin si ispirò per le Olimpiadi). Qui, nell’Aberfeldy Distillery fondata nel 1896 da Thomas Dewar, nasce uno dei migliori e più premiati single malt di questa zona.   

• Quarto abbinamento
Al tavolo: Guancia di vitello al whisky con pura di patate al limone. Audace, il limone. 
Al bicchiere: Aberfeldy 12 yo, liscio. Single malt Scotch Whisky.

Bowmore Islay distilleria

Successivamente, restiamo in Scozia ma ci spostiamo in mare, sull’isola nota come la “regina delle Ebridi”. Bowmore è la più antica distilleria di Islay e ospita il più antico magazzino di maturazione del whisky al mondo, che risale al 1779, o, secondo i racconti degli anziani del post, anche prima. Una destinazione senza rivali per gli amanti dello Scotch Whisky.

• Quinto abbinamento
Al tavolo: Creme Brulèe al whisky
Al bicchiere: Bowmore 12 yo, liscio. Single Malt, Salato, una caratteristica dovuta alla vicinanza del mare. Il mio preferito. 

L'alchimia-ristorante-milano-viale-premuda-whisky

Tre momenti della degustazione con i relativi abbinamenti food/whisky

L’ultima tappa del nostro viaggio alla scoperta dei whiskey del mondo, ci porta nella selvaggia Irlanda, dove viene prodotto il pluripremiato e unico torbato single malt di questa terra. Anche qui si parla di primati: la Kilbeggan, nell’omonima cittadina, fu la prima distilleria ad ottenere la licenza ufficiale di produzione whiskey irlandese, nel 1757. 

• Sesto abbinamento
Al tavolo: Panettone fatto in casa e crema al mascarpone
Al bicchiere: Connemara, servito con Martini Riserva Speciale Rubino in una variante ad hoc del cocktail Rob Roy, ricetta originaria 1894. 

Un evento che ha saputo trasmettere passione, storia, cultura e, cosa forse più importante, che ci ha lasciato con una sana curiosità, quella di essere aperti al mondo e a provare cose nuove, nel rispetto delle  diversità, cogliendo gli aspetti che rendono peculiare ogni luogo e persona su questa Terra.

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