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Chi era betty danon mail art

Chi era Betty Danon?

Oggi vi racconto di un’artista sperimentale che ha spaziato dalla pittura astratta, alla poesia visiva e infine alla mail art. Si tratta di Betty Danon, artista italiana di origine turca. Nasce a Istanbul nel 1927 e si trasferisce in Italia negli anni Cinquanta, diventando una figura centrale nell’ambito delle sperimentazioni. Poliglotta, multiculturale, lontana dalle logiche del mercato e del sistema dell’arte dominante, da qualche anno sta cominciando a ricevere la giusta attenzione che merita.

Galleria Milano dedica una mostra a Betty Danon fino all'8 gennaio 2022: qui tutte le informazioni.

Negli anni 70 inizia a collaborare con Galleria Milano, creando tele geometriche dove sono formalizzate strutture che rivelano il suo interesse per la psicologia junghiana e la filosofia orientale. Questi acrilici prevalentemente sui toni del grigio-azzurro, da lei chiamati “pitture atonali”, vengono esposti per la prima volta alla Galleria San Fedele nel 1972 e coincidono con il suo lancio nel mondo dell’arte. Nella sua Dichiarazione di poetica, l’artista definisce il cerchio “partenza”, “archetipo magico”, “eterno perfetto”, che si spezza e scompone dividendosi in giochi percettivi.

Betty Danon Pittura Atonale
Betty Danon, Pittura atonale (T66), 1971
Betty Danon Pittura Atonale 2
Betty Danon, Pittura atonale (T72), 1972

Betty Danon e il suono

Contestualmente alle sperimentazioni pittoriche, tra la fine del 1972 e il 1973 inizia a lavorare con i pentagrammi e con le sue Finestre di cielo, collage animati da segni indecifrabili in cui si alternano elementi programmati e casuali. Nel 1973 sfociano poi nelle “partiture astratte”, esposte alla Galleria Milano nell’aprile del 1977, quando Carla Pellegrini apre i suoi spazi alla personale Suono e segno. In queste opere, forse le più note, la linea e il punto sono intesi come base di partenza per una riflessione sulla riduzione al grado zero della comunicazione, in senso semantico ma anche esistenziale.

Betty Danon, Memoria del segno sonoro, 1978
Betty Danon, Memoria del segno sonoro, 1978

Nella stessa occasione, in Galleria, si tengono diverse audizioni della performance punto-linea… e la presentazione dell’omonimo libro d’artista, ritenuto da Roland Barthes “perfetto” e da Mirella Bentivoglio capolavoro assoluto. Quest’ultima invita Betty Danon alla Biennale di Venezia del 1978 nella collettiva Materializzazione del linguaggio, dove porta l’azione Memoria del segno sonoro, in cui scrive con inchiostro simpatico su un foglio pentagrammato, per poi applicarvi delle pennellate d’inchiostro blu, accostamento che ritorna anche in altre opere come Giochi prospettici (1973).

Chi era Betty Danon Sounds of Rome
Betty Danon, foglio dalla serie Sounds of Rome, 1979
Betty Danon, Elementi della corrispondenza con Amelia Etlinger, 1982
Betty Danon, Elementi della corrispondenza con Amelia Etlinger, 1982

Il suono, come è evidente, è sempre più centrale nel suo lavoro, tanto che le sue partiture sono eseguite anche da altri artisti, come Georg De Cristel, che nel 1976 suona alla Galleria Milano una sua partitura astratta, di cui nella mostra attuale è udibile la registrazione sonora. Negli anni successivi vedremo nuovi sviluppi con nuove serie: variazioni sul tema, pentagrammi con numeri, con uccelli (Migratory Poems, 1978), sovrapposti a paesaggi (Sounds of Rome, 1979, Sounds of Venice, 1980). I pentagrammi in serigrafia vengono manipolati con interventi a pastello (Senza titolo, 1970-77), non mancano le sperimentazioni con le stampanti Xerox (Ku-Zu Poems, 1987), mentre la componente di aleatorietà, dichiarata nei primi anni Settanta sin dal titolo di opere come Casualità (1973), rimane centrale.

Betty Danon e la mail art

Nel 1979, Betty Danon spedisce ad altri artisti dei cartoncini sui quali lei stessa ha stampato dei pentagrammi: le rispondono in circa duecento, da cui Io & gli altri, sua prima esperienza di Mail Art, che diventerà una mostra presso la Galleria Apollinaire di Guido Le Noci. L’operazione ha il plauso di molti ma attira anche diverse critiche: stanca del “magnifico mondo dell’arte”, si ritira dall’ambiente delle gallerie e continua la sua ricerca artistica nella direzione della Mail Art, generando una impressionante mole di opere, oggi patrimonio imprescindibile conservato per la maggior parte nell’Archivio del ‘900 del Mart di Rovereto (Fondo Betty Danon)

Galleria Milano dedica una mostra a Betty Danon fino all'8 gennaio 2022: qui tutte le informazioni.
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